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FISIOTERAPIA E PREVENZIONE PER LO SPORT

FISIOTERAPIA E PREVENZIONE PER LO SPORT

 

L’attività fisica regolare è uno dei principali fattori protettivi per le malattie cardiovascolari e degenerative. Per questo motivo la pratica di attività sportive viene incoraggiata sin dall’età infantile perché possa consolidarsi come sana abitudine di vita.

Oggigiorno sono in numero sempre crescente le persone che proseguono la pratica sportiva oltre i 40 anni e forse ancora più numerose  quelle che iniziano a fare sport, anche a livello agonistico, dopo quest’età. L’intensità, la durata e il grado di complessità della pratica sportiva sono dunque generalmente aumentati e con essi il rischio di lesioni fisiche per lo sportivo praticante.
La partecipazione a uno sport comporta inevitabilmente un rischio di infortunio. Per ridurre questo rischio al minimo bisogna intervenire su diversi fattori critici dai quali dipende la possibilità di un’efficace prevenzione primaria.
Mentre nel professionista gli infortuni possono aumentare in base ad un sempre maggiore impegno nell’allenamento per il raggiungimento di migliori prestazioni, nell’amatore aumentano certo anche in funzione di un carico maggiore.

Questo, perchè si mettono in atto cattive strategie di allenamento, consigli tecnici inadeguati (per sentito dire o suggeriti dall’amico), abitudini alimentari “estreme” e molto poco personalizzate, tempi di recupero inadeguati, e soprattutto una scarsa conoscenza delle proprie capacità fisiche.
La maggior parte degli infortuni che si verificano, sono a differenza di ciò che si può pensare da sovraccarico e non da contatto.
Questo deve far riflettere e sopratutto far capire che, attraverso la prevenzione si riesce indiscutibilmente a evitare o quantomeno a ridurre al minimo la possibilità di farsi male.

 

Come evitare e sopratutto prevenire gli infortuni???

Sia chiaro che un lavoro preventivo ottimale include la partecipazione di tutte quelle figura professionali che possono portare benefici (fisioterapista, nutrizionista, medico dello sport, allenatore, istruttore etc) ma nell’articolo specifico tratterò tutte quelle componenti legate alla sfera motoria/riabilitativa.

Il lavoro, da me svolto nel mio studio, sia su atleti che su semplici sportivi amatoriali, prevede un protocollo personalizzato che si basa essenzialmente su 3 cardini principali:

rieducazione posturale;

propriocezione;

coordinazione e stabilizzazione;

Tutto ciò garantisce una migliore elasticità, una migliore capacità neurocognitiva e un aumento della tonicità e della forza muscolare.

La postura, come abbiamo visto nei precedenti articoli è a mio avviso, l’elemento più importante sul quale lavorare. Attraverso l’utilizzo di posture che vadano a lavorare sulle varie catene muscolari otterremo un muscolo più forte in quanto più elastico e con conseguente ridotta possibilità d’infortunio. Ricercare e lavorare sulla catena muscolare rigida e quindi debole, produrrà un miglioramento globale di tutta la postura.

Per ottenere questi risultati, abitualmente utilizzo la tecnica posturale di Souchard (R.P.G.), il metodo Raggi (Pancafit), e l’ausilio di diversi attrezzi riabilitativi (tavolette propriocettive, elastici, fitball e fluiball).

Come detto, un altro elemento importante su cui lavorare è la propriocezione, ossia la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo in relazione con lo spazio.
Attraverso specifici esercizi, l’obiettivo perseguito è quello di ottimizzare la capacità di cogliere in maniera più reattiva i segnali (muscolari e articolari) provenienti dalle parti periferiche del corpo e soprattutto dagli arti inferiori. Gli esercizi tipici della ginnastica propriocettiva sono sostanzialmente tesi a ricreare una condizione di instabilità per abituare lo sportivo a reagire nel modo corretto in quelle determinate situazioni (che sono poi quelle che più tipicamente favoriscono gli infortuni).
La tecnica d’allenamento si basa su sollecitazioni controllate ed applicate alle articolazioni, utilizzando sia esercizi in scarico che in carico naturale, in appoggio sul terreno o su piani oscillanti di varia difficoltà, come tavolette, bouncer, skymmi, bosu, trampolini e molte altre.

Un’ altra importante struttura, su cui è imprescindibile lavorare è il core, ossia il nucleo centrale del nostro corpo. Esso si compone di un’unità esterna di muscoli superficiali e da un’unità interna di muscoli profondi; Il Core ha l’importante funzione di stabilizzare e proteggere la colonna vertebrale, migliorare la postura, rendendo più efficace il nostro corpo sia nella performance sportiva sia nella vita di tutti i giorni, e garantire protezione e stabilità alle zone lombare e pelvica.
Gli esercizi di stabilità del core devono progredire da un livello di base a difficoltà maggiori. Possono essere integrati con l’utilizzo di elastici, fluiball e trx (allenamento in sospensione).
Sei sei uno sportivo che deve prepararsi per una gara, se vuoi migliorare le tue performance o se vuoi semplicemente evitare infortuni e dolori, puoi contattarci o puoi venirci a trovare nello studio di Francavilla al mare in viale alcione 135/b (lido asterope). Saremo ben contenti di rispondere ad ogni tua domanda.

SOLUZIONI AVANZATE PER IL MAL DI SCHIENA

SOLUZIONI AVANZATE PER IL MAL DI SCHIENA

adfisio francavilla al mare fisioterapia

Hai mal di schiena? Soffri da tempo di cervicalgia?

Nonostante hai provato tutte le cure possibili non riesci a trovare una soluzione alla tua lombalgia?

Vuoi trovare un rimedio efficace?

Allora segui ciò che ti sto dicendo!!!

 

In questo articolo parlerò del mal di schiena e di tutto quello che bisogna sapere per sconfiggere del tutto questa piaga che purtroppo oggigiorno affligge un numero elevatissimo di persone.

La lombalgia secondo gli ultimi dati dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità) è la principale causa di disabilità nel mondo. Si pensi che solo in Italia ne soffrono oltre 15 milioni di persone. Un dato certamente più allarmante è che circa 80 persone su 100 affermano che hanno sofferto per un periodo della loro vita di questo disturbo.

Le cause sono numerose e le più comuni possono essere date da: squilibrio posturale, traumi, artrosi, malattie infiammatorie e dismetaboliche (osteoporosi, morbo di Paget, artrite reumatoide, spondilite anchilosante etc.), stress, stenosi spinale (restringimento del canale vertebrale)  degenerazione discale e sindrome miofasciale.

 

Cosa fare e come agire???

1- ricercare la causa: nella mia pratica clinica affronto questo problema quotidianamente e l’elemento che fa senza dubbio la differenza per un’ottima prognosi e per risolvere il problema in maniera definitiva sta nel riuscire in maniera netta a capire qual’è la causa che determina il problema.

Troppo spesso infatti,si vede un approccio terapeutico indirizzato verso il sintomo. Quando abbiamo un dolore, la prima cosa che facciamo è quella di prendere un antinfiammatorio o  un antidolorifico, cosa giusta magari nella fase acuta e cosa giusta se effettivamente il problema è di natura infiammatoria. Spesso però, in questo modo se vi sarà un beneficio sarà il più delle volte temporaneo, in quanto andremo ad agire esclusivamente sul sintomo!!!

Immaginate di paragonare il corpo umano ad una macchina. Come ci comportiamo con la macchina se si accende un spia?  Cerchiamo di interpretarla e consultando un meccanico speriamo di trovare la causa che ha fatto accendere il segnale per risolverlo!

La spia è quindi un campanello intelligente  che ci aiuta a prendere coscienza che qualcosa non funziona prima che il problema diventi più importante mettendo a rischio la “salute della macchina”!Identica cosa accade nel nostro corpo. La spia della macchina è il nostro dolore, una situazione di allarme finalizzata che ci dice  ciò che possiamo e ciò che non possiamo fare per non peggiorare la situazione.

Nel lavoro di tutti i giorni, capita di intervenire  in maniera spesso diversa per due lombalgie che potrebbero sembrare apparentemente  molto simili.

Con l’esperienza maturata e con l’aggiornamento costante che mi permette periodicamente di apprendere nuove tecniche, ho sviluppato un sistema integrato da trattamenti manuali, posturali e di terapie strumentale che utilizzo in maniera mirata e personalizzata su ogni singolo caso.

Nello specifico per risolvere una lombalgia, andrò, secondo le necessità,  ad utilizzare uno o più trattamenti tra questi che andrò a descrivere.

Tecarterapia:

la parola tecar è un acronimo che sta per “Trasferimento Energetico CApacitivo e Resistivo” . Attraverso l’utilizzo di radiofrequenza, permette di stimolare i normali processi riparativi ed antinfiammatori evitando proiezione di energia radiante dall’esterno.

Il principio fisico sfruttato dalla TECAR è quello del condensatore che ha permesso di sviluppare una tecnologia capace di sollecitare il tessuto dall’interno ottenendo una forte stimolazione a livello cellulare. La biostimolazione dei tessuti genera una forte vasodilatazione con un incremento della circolazione sanguigna, scomparsa del dolore, riduzione della contrattura muscolare e riassorbimento degli edemi.

Questo meccanismo crea una forte stimolazione a livello cellulare, che incrementa la temperatura interna e riattiva la circolazione, innescando precocemente i naturali processi riparativi.

Trattamento miofasciale manuale:

quando attraverso una valutazione, riscontriamo che il problema è di origine fasciale, il trattamento prevede l’individuazione e la successiva disattivazione di particolari punti grilletto, detti Trigger point.

Essi possono essere descritti come piccole masse o noduli dolorosi percepiti all’interno delle bande tese del muscolo. Elemento importante che li caratterizza, è che, la pressione su di essi riproduce i sintomi e irradia il dolore con una distribuzione specifica e riproducibile. I trigger possono essere racchiusi all’interno di muscoli lontani dal punto in cui viene percepito il dolore. Per approfondire leggi l’articolo nel blog:https://adfisio.com/2016/05/23/dolore-miofasciale-e-trigger-point/

Massaggio miofasciale con l’ausilio di IASTM:

IASTM è l’acronimo di instrument assisted soft tissue mobilization, una vasta gamma di attrezzi utilizzati da fisioterapisti ed osteopati in terapia manuale. Gli iastm, diversi per forma e materiale,vengono utilizzati in ortopedia, fisiatria, medicina sportiva e fisioterapia per il trattamento degli addensamenti fasciali, delle aderenze post-traumatiche e post-infiammatorie laddove è presente sintomatologia algica e limitazione funzionale.

Nelle mani di terapisti esperti, appositamente formati e con una buona conoscenza dell’anatomia, sono un ausilio indispensabile, non solo per la precisione e l’efficacia del trattamento, ma perché diventano strumenti che amplificano la percezione della qualità tissutale.

Vibrazioni, saltelli, blocchi di avanzamento, fascicolazioni, permettono di valutare in modo molto chiaro la consistenza qualitativa e quantitativa della sede disfunzionale. Lo strumento restituisce alla mano del terapeuta delle sensazioni/percezioni tali da poter guidare, in un feedback continuo, le modalità operative ottimizzandone le applicazioni.
L’entità e la collocazione degli addensamenti, è causa, com’è noto, di limitazioni funzionali importanti che possono a loro volta coinvolgere intere catene miofunzionali con conseguenze inevitabili sull’assetto posturale/globale e nella determinazione di patologie articolati secondarie.
L’eliminazione, per frammentazione, delle aderenze tipiche degli addensamenti tissutali da parte degli iastm, conduce ad un relais miofasciale che favorendo il ripristino della microcircolazione, facilita e rende possibile un miglioramento della mobilità di tessuti muscolari, legamentosi, tendinei o capsulari.

R.P.G:

Rieducazione Posturale Globale secondo Souchard.

E’ un importante e rivoluzionario metodo riabilitativo che nasce da studi, ricerche biomeccaniche e neurofisiologiche del Professor Philippe E. Souchard, docente di fama internazionale che ha creato ed elaborato la Rieducazione Posturale Globale.

L’R.p.g. ha come obiettivo finale il ripristino globale dell’equilibrio statico e dinamico del corpo, compromesso per l’intervento di spontanei meccanismi di difesa contro aggressioni esterne.

Il trattamento è qualitativo, basato su posture di stiramento progressivo attivo dei muscoli antigravitari (statici e di natura fibrosa), interamente gestite dal terapista con la partecipazione attiva del paziente.

La peculiarità dell’R.p.g. è di risalire dal sintomo alla causa; l’approccio della terapia è “globale” poiché gli stiramenti imposti si propagano fino alle estremità degli arti e durante la stessa postura vengono messi in tensione tutti i muscoli retratti interessati da una lesione.

Il principio dell’R.p.g. si basa sulle posture di stiramento muscolare attivo, le quali tendono a collocare in evidenza le catene di tensioni muscolari dei tendini e delle membrane che avvolgono i muscoli (che bloccano l’individuo in posizione di squilibrio). Le posture provocano l’allungamento attivo (partecipazione effettiva dell’individuo) e un posteriore rilassamento delle catene muscolari contratte e irrigidite. Per essere efficaci esse devono essere sistematicamente globali a differenza di altri tipi di trattamento. Una speciale attenzione è data alla respirazione. Le loro ripercussioni sono innumerevoli nelle sfere: motoria, statica, digestiva, circolatoria, mentale ed emozionale. Il buon funzionamento dei muscoli respiratori e principalmente del diaframma sono necessari ad un buon equilibrio.

Ricordando che, ogni   percorso rieducativo/riabilitativo è molto variabile da persona a persona, nell’articolo scritto, ho voluto mettere in evidenza i mezzi che possono, se giustamente utilizzati, eliminare definitivamente tutte le problematiche algiche legate alla colonna vertebrale.

Per ogni chiarimento o dubbio puoi contattarmi sulla mail info@adfisio.com ,sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ADfisio/ o venirmi a trovare nel mio studio a Francavilla al mare in viale alcione 135/b (lido asterope), sarò contento di darti un consulto gratuito e senza impegno!!!