LA CAPSULITE ADESIVA (SPALLA CONGELATA)

POSTURA E RIEDUCAZIONE.
5 Maggio 2016

LA CAPSULITE ADESIVA (SPALLA CONGELATA)

Questa alterazione, detta anche capsulite o periartrite, è una condizione caratterizzata dallo sviluppo di aderenze dense e retrazioni capsulari.

L’inizio insidioso di solito appare tra i 40 e 60 anni senza una causa nota e colpisce prevalentemente le donne rispetto agli uomini.

La patologia comporta una severa limitazione dei movimenti della spalla. Il dolore costante, che tende a peggiorare nelle ore notturne, può rendere impossibili anche i gesti più semplici.

spalla congelata 4

In condizioni normali l’articolazione della spalla, grazie alla sua particolare conformazione anatomica, permette di compiere un’ampia gamma di movimenti. Quando un paziente sviluppa la spalla congelata però, inspiegabilmente, la capsula che la avvolge diventa rigida e forma delle aderenze. La perdita di elasticità e la compromissione di alcune strutture anatomiche con cui prende contatto causa il dolore ed il blocco della spalla.

La capsulite si manifesta generalmente in maniera progressiva, attraverso tre fasi:

  1. Congelamento”: caratterizzato da dolore intenso anche a riposo e limitazione del movimento in 2-3 settimane dall’inizio. Questi sintomi possono perdurare da 10 a 36 settimane.
  2. Congelata”: caratterizzata da dolore col solo movimento, significative aderenze e limitazioni al movimento gleno-omerale con movimenti sostitutivi della scapola. Vi è atrofia del deltoide, della cuffia dei rotatori, dei muscoli del bicipite e tricipite. Può durare dai 4 ai 12 mesi.
  3. Scongelamento”:caratterizzata da assenza di dolore ma presenza di significative restrizioni capsulari causate da aderenze. Dura dai 2 a 24 mesi

Le limitazioni funzionali e le disabilità più comuni sono date dall’incapacità di raggiungere punti sopra e dietro la testa, all’infuori lateralmente e dietro la schiena; così si hanno difficoltà a vestirsi (indossare la giacca, allacciarsi il reggiseno) ad infilare la mano nella tasca posteriore, nella cura personale (pettinarsi,lavarsi la faccia o i denti) e nel portare le posate alla bocca. Inoltre si avrà difficoltà nel sollevare oggetti pesanti e nell’effettuare azioni ripetitive.

Il trattamento ha come obiettivo la riduzione del dolore ed il ripristino delle normali funzioni della spalla. , attraverso il recupero del rom (sia passivo che attivo).

Per il controllo del dolore utili sono le terapie fisiche quali tecar, ultrasuoni, laser ed onde d’urto focalizzate.

Per il recupero del movimento, è invece fondamentale, eseguire mobilizzazioni passive ed attive assistite, effettuate da un terapista della riabilitazione. Successivamente verranno indicati esercizi specifici da svolgere anche presso il proprio domicilio.

Ogni intervento riabilitativo dovrà comunque essere personalizzato e specifico, tenendo conto dello stadio della patologia.

Importante è ricordare che più del 90% dei pazienti con spalla congelata migliora con la fisioterapia, anche se spesso il recupero completo può richiedere anche più di un anno. Solo in pochissimi casi è necessario ricorrere all’intervento chirurgico di release capsulare in artroscopia.

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